Linee guida metastatiche per il trattamento della prostata

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L'organotropismo selettivo di alcune cellule metastatiche potrebbe anche essere dovuto alla proprietà di queste cellule di sopravvivere e di moltiplicarsi esclusivamente o preferenzialmente in un dato distretto anatomico. Lo sviluppo di un focolaio metastatico richiede la formazione di uno stroma di supporto, che deve essere necessariamente costruito a spese della matrice extracellulare dell'organo sede della colonizzazione neoplastica.

La composizione di questa matrice varia da tessuto a tessuto: il polmone è ricco di collageno di tipo IV, laminina ed elastina; il fegato di eparan solfato; l'encefalo di mielina e di glicoproteine mielina-associate.

È quindi possibile che la selettività d'impianto delle metastasi di alcune neoplasie umane in determinati organi sia in parte condizionata dal tipo di enzimi idrolitici che la cellula metastatica è in grado di sintetizzare e rilasciare nel mezzo esterno, e dal tipo di molecole che la matrice interstiziale esprime: se capaci impotenza meno di fungere da ligandi per le integrine neoplastiche promuovendo, nel primo caso, o impedendo, nel secondo, la sopravvivenza delle cellule metastatiche.

Le metastasi ossee meritano una trattazione Prostatite cronica parte rispetto alle altre in quanto oltre ad essere molto comuni hanno loro peculiarità cliniche e terapeutiche. Questo tipo di metastasi sono causate da cellule tumorali che, partendo da organi distanti, colonizzano il tessuto osseo. Esistono 2 tipi di metastasi ossee: osteolitiche ed linee guida metastatiche per il trattamento della prostata.

Nelle prime prevale l'azione demolitrice osteoclastica mentre nelle seconde prevale l'azione costruttrice degli osteoblasti. Il risultato di quest'ultima azione è un osso più denso ma rimaneggiato in maniera molto disordinata e quindi più fragile. Un esempio linee guida metastatiche per il trattamento della prostata metastasi di quest'ultimo tipo sono quelle di carcinoma prostatico.

La sede più frequente di queste metastasi è la colonna vertebralespecie nel Prostatite toracico.

Nel carcinoma mammario e in quello prostatico spesso gli interessamenti sono multipli. I principali strumenti diagnostici per scovare queste forme tumorali sono la scintigrafia osseache evidenzia le zone di rimaneggiamento mediante l'uso di un tracciante radioattivo; prima ancora che l'osso venga visibilmente danneggiato; la TAC linee guida metastatiche per il trattamento della prostata, che è molto utile per vedere se le metastasi invadono tessuti adiacenti a quello osseo e la risonanza magnetica che evidenzia bene l'interessamento del midollo spinale.

La FDG-PET nei carcinomi mammario e prostatico è inferiore alla scintigrafia; ma linee guida metastatiche per il trattamento della prostata è rivelata più efficace nel rilevare le lesioni da mieloma multiplo. Le metastasi ossee sono tra quelle che possono dare più problemi ai pazienti che ne sono portatori.

I principali sintomi e segni della loro presenza includono il dolore osseo, le fratture patologiche molto importanti fra queste sono i linee guida metastatiche per il trattamento della prostata vertebrali ; l'interessamento per compressione del linee guida metastatiche per il trattamento della prostata e delle radici dei nervi spinali con conseguente forte dolore neurogenico accompagnato da disturbi sensitivo-motori ; L'impossibilità a muovere la zona colpita, disturbi dell' emopoiesi per infiltrazione del midollo osseo rosso ed ipercalcemia causata dall'accelerata demolizione del tessuto osseo con conseguente liberazione di grandi quantità di calcio in circolo.

Sia l'ipercalcemia che la pancitopenia causate da questi stati clinici si configurano nelle sindromi paraneoplastiche. Bimekizumab vs adalimumab per la psoriasi. Edoxaban e incidenza di emorragie ed eventi cardiovascolari.

Please enter your comment! Le metastasi ossee hanno caratteristiche differenti a seconda del tumore di origine: nelle donne, la maggior parte linee guida metastatiche per il trattamento della prostata metastasi ossee circa 8 casi su 10 deriva da un tumore primario della mammella e del polmone e, negli uomini, da tumori della prostata e del polmone.

Altri tumori primari che possono dare origine a tumori ossei metastatici sono quelli di rene, tiroide, vescica, utero e pelle melanomi. Tutte le ossa del corpo possono essere sede di metastasi, ma in genere le più colpite sono quelle della parte centrale del corpo, in particolare la colonna vertebrale.

Spesso le metastasi ossee raggiungono le ossa pelviche, le costole, la parte superiore Prostatite cronica gambe femore e braccia omero e il cranio. In un caso su quattro le metastasi ossee non danno sintomi e vengono scoperte nel corso di esami eseguiti per altre ragioni oppure nel corso degli approfondimenti che servono per definire lo stadio di un tumore primario.

Nei restanti casi si possono verificare quelli che gli esperti chiamano eventi scheletrici correlatiCura la prostatite serie di segni e sintomi che possono far pensare a qualcosa che non va a livello dell'osso.

Il sintomo principale è il dolore osseoche all'inizio va e viene, ma poi peggiora e tende a diventare continuo, presentandosi anche a riposo o durante la notte. Inoltre, poiché le metastasi indeboliscono l'osso, diventano più frequenti le fratturespesso anche molto dolorose, a livello degli arti o della colonna vertebrale. Si possono presentare, di conseguenza, difficoltà a camminare o a muovere le braccia, fino ad arrivare alla paralisi, nei casi estremi.

Altri disturbi comuni sono l'incontinenza urinaria e intestinale. Di fronte a segni e sintomi che possono far pensare alla presenza di un tumore osseo metastatico, il medico prescrive esami di approfondimento che permettono di verificare se il sospetto è fondato.

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In genere vengono prescritti esami di diagnostica per immagini come i raggi X, la scintigrafia ossea, la tomografia computerizzata TCla risonanza magnetica o la tomografia a emissione di positroni PET. If you are really fond of this kind of search strategies, you can use our advanced search. You can search in your own language or in English. You can even combine terms from different languages. See an official translation in the following languages: English.

If you prefer to see the machine translation we assume you accept our terms of use. Processo mediante il quale si misura il rischio e si sviluppano le strategie per governarlo.

Ramo delle scienze biologiche e mediche che si occupa dello studio dei virus e della loro patogenicità. Qui troverete: Linee guida metastatiche per il trattamento della prostata, Applicazioni, Utility e recesentioni sul mondo multimediale. Collabora con noi! Gli effetti collaterali della radioterapia possono presentarsi dopo poche settimane dall'inizio del trattamento. I sintomi tendono a migliorare nel corso del tempo.

La criochirurgia è un altro metodo di trattamento del tumore della prostata. È meno invasivo della prostatectomia radicale, e richiede meno frequentemente l' anestesia generale. Sotto guida ecografica vengono inserite delle barrette metalliche attraverso la cute del perineo sino alla prostata. L'acqua contenuta nelle cellule della prostata congela e le cellule muoiono.

L'uretra viene protetta dal freddo con un catetere Foley riempito di acqua calda. Quando utilizzata come trattamento iniziale, la criochirurgia non ha l'efficacia della chirurgia tradizionale o della radioterapia, [] tuttavia è potenzialmente preferibile alla linee guida metastatiche per il trattamento della prostata radicale nel caso di recidive tumorali dopo radioterapia. La terapia ormonale utilizza i farmaci o la chirurgia per impedire alle cellule tumorali della prostata di assumere diidrotestosterone DHTun ormone prodotto dai testicoli e dalla prostata stessa, e necessario alla maggioranza dei tumori per accrescersi.

Tuttavia la terapia ormonale di linee guida metastatiche per il trattamento della prostata è curativa, perché il tumore di solito sviluppa resistenza nell'arco di uno o due anni. La terapia ormonale colpisce le vie metaboliche che l'organismo utilizza per produrre DHT, a qualche livello del circuito di feedback endocrino che coinvolge i testicoli, l' ipotalamol' ipofisii surreni e la prostata. Il GnRH stimola l'ipofisi a produrre ormone luteinizzante LHil quale fa produrre ai testicoli testosterone.

Infine il testosterone dei testicoli e il deidroepiandrosterone dai surreni stimolano la impotenza a produrre più DHT. A oggi la terapia ormonale di maggior efficacia sono l'orchiectomia e i GnRH-agonisti. Nonostante i loro elevati costi, i GnRH-agonisti sono scelti più spesso dell'orchiectomia per ragioni estetiche ed emotive. Ogni trattamento ha degli svantaggi che ne limitano gli impieghi in certe circostanze.

Gli estrogeni non si usano comunemente, perché aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, e trombosi. Gli antiandrogeni non causano in genere impotenza e danno luogo a minore perdita di massa muscolare e densità ossea. Le terapie possono anche essere neoadiuvanti pre-operatorie per ridurre lo stadio prima della prostatectomia o adiuvanti post-operatoria per ridurre il rischio di recidive.

Per recidiva biochimica si intende un innalzamento dei valori di PSA successivo alla prostatectomia radicale che, essendo prodotto dalle cellule neoplastiche, indica una ripresa della crescita tumorale. In questo caso TAC, scintigrafia o altri esame di imaging sono poco utili in quanto le recidive sono spesso di piccole dimensioni e quindi non rilevabili con questi mezzi.

Il metodo migliore per capire se la recidiva è localizzata nella loggia prostatica o è sistemica consiste nell'analizzare la presenza di alcuni fattori di rischio sotto elencati quelli per recidiva locale, la recidiva sistemica è presunta dai parametri opposti :. Si parla in questi casi di carcinoma della prostata resistente alla castrazione.

In questa fase di malattia il tumore è in linee guida metastatiche per il trattamento della prostata di crescere e progredire anche in presenza di basse dosi di testosterone circolante. Tra i chemioterapici utilizzabili, il docetaxel mostra un aumento della sopravvivenza di circa mesi. La terapia radiometabolica delle metastasi Prostatite con Ra ha dimostrato in recenti studi un allungamento della sopravvivenza nei pazienti con tumore resistente alla castrazione [].

Una cura palliativa per i tumori prostatici in fase avanzata Cura la prostatite rivolta al migliorare la qualità della vita attenuando i sintomi delle metastasi.

Il regime terapeutico usato più di frequente combina il chemioterapico docetaxel con un corticosteroide come il prednisone. I bifosfonati come l' acido zoledronico si sono dimostrati in grado di posticipare le complicazioni a carico dello scheletro come linee guida metastatiche per il trattamento della prostata fratture ; inoltre inibiscono direttamente la crescita delle cellule neoplastiche.

L'utilizzo della radioterapia in pazienti con metastasi di carcinoma prostatico refrattarie alla terapia ormonale. Il dolore osseo dovuto alle metastasi viene trattato in prima istanza con analgesici oppioidi come la linee guida metastatiche per il trattamento della prostata e l' ossicodone.

La radioterapia a fascio esterno diretta sulle metastasi ossee assicura una diminuzione del dolore ed è indicata in caso di lesioni isolate, mentre la terapia radiometabolica è impiegabile nella palliazione della malattia ossea secondaria più diffusa [] []. Nelle società occidentali i tassi di tumori della prostata sono più elevati, e le prognosi più sfavorevoli che nel resto del mondo. Molti dei fattori di rischio sono maggiormente presenti in Occidente, Cura la prostatite cui la maggior durata di vita e il consumo di grassi animali.

Inoltre, dove sono più accessibili i programmi di screening, v'è un maggior tasso di diagnosi. Nei pazienti sottoposti a trattamento gli indicatori prognostici più importanti sono lo stadio di malattia, i livelli pre-terapia di PSA e l'indice di Gleason. In generale maggiore il grado e lo stadio peggiore è la prognosi. Le predizioni sono basate sull'esperienza su ampi gruppi di pazienti affetti da tumori in vari stadi.

Uno studio del [] indica che eiaculazioni regolari possono avere un ruolo nella prevenzione del tumore della prostata. Altri studi, tuttavia: [] non rilevano un'associazione significativa tra i due fattori. Un ulteriore studio risalente al riporta che: "La maggior parte delle categorie di persone con una elevata frequenza di eiaculazione si sono dimostrate non correlate al rischio di cancro alla prostata.

Tuttavia, la frequenza Trattiamo la prostatite eiaculazione alta è prostatite a diminuzione del rischio totale di cancro alla prostata". L' abstract della relazione ha concluso che: "I nostri risultati suggeriscono che la frequenza di eiaculazione non è correlata linee guida metastatiche per il trattamento della prostata un aumento del rischio di cancro alla prostata".

Altri progetti. MedlinePlus : ; eMedicine :. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. URL consultato il 7 gennaio archiviato dall' url originale il 4 gennaio URL consultato il 26 impotenza The case of scirrhous of the prostate gland with linee guida metastatiche per il trattamento della prostata affliction of the lymphatic glands in the lumbar region and in the pelvis.

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Carcinoma della prostata

URL consultato il 27 gennaio La capacità di dare metastasi molto diversa da tumore a tumore è la principale peculiarità che hanno i tumori maligni rispetto ai tumori benigni, e quasi sempre sono proprio le metastasi quelle che provocano la morte dell' organismoraramente il tumore primitivo.

Esse si presentano inoltre molto linee guida metastatiche per il trattamento della prostata "a gruppi", più raramente sono isolate.

La gran parte delle neoplasie maligne si accresce, invade i tessuti circostanti e si dissemina nell'organismo ospite dando origine ad altre formazioni neoplastiche, separate e distanti dal tumore primario.

Questo processo è noto come metastatizzazionee le formazioni neoplastiche secondarie sono dette metastasi. Un tumore prostatite diffonde per diffusione continua o locale oppure per propagazione a distanza.

Entrambe le modalità possono coesistere, ma la seconda implica la presenza di discontinuità fra la Prostatite primitiva e i focolai secondari. Quindi le neoplasie metastatizzano allorquando alcune cellule neoplastiche abbandonano il sito di origine e si diffondono nell'organismo attraverso i canali preesistenti vasi ematici e linfaticigli spazi connettivali e le grandi linee guida metastatiche per il trattamento della prostata.

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La disseminazione per via ematica è caratteristica di molti sarcomidi qualche carcinoma renale, prostatico, tiroideo ed epaticodel corioepitelioma e di tumori che insorgono in distretti privi di vasi linee guida metastatiche per il trattamento della prostata.

Per la crescita metastatica è fondamentale il contributo della rete vascolare formata da neoangiogenesi che circonda il tessuto neoplastico e si spinge al suo interno: le pareti di questa rete vascolare sono strutturate male sono povere di periciti e di cellule muscolari lisce e relativamente permeabili, rappresentando quindi un facile accesso al circolo ematico per cellule che rilasciano enzimi proteolitici in grado di lisare la membrana basale periendoteliale, quindi ottimo terreno per la diffusione di cellule tumorali aggressive e ricche di linee guida metastatiche per il trattamento della prostata enzimi.

La formazione di nuovi vasi comporta l'attivazione di un processo proliferativo e differenziativo nelle Cura la prostatite endoteliali dei capillari dell'ospite, dai quali originano gettoni cellulari solidi che successivamente si canalizzano e si strutturano in formazioni vasali più o meno regolari.

Per l'innesco e il mantenimento di questo processo è necessario che una sottopopolazione delle cellule neoplastiche del tumore primitivo assuma il fenotipo angiogenico. Le cellule tumorali con questo fenotipo possono attivare la secrezione di uno o più fattori positivi, oppure mobilizzarli dalla matrice extracellulare o, anche, reclutare cellule dell'ospite come ad esempio i macrofagii quali producono proprie proteine angiogeniche.

I fattori angiogenici più comunemente presenti nei tumori sono il basic fibroblast growth factor bFGF e il vascular endotelial growth factor VEGF.

Una volta penetrate all'interno di un vaso ematico, le cellule neoplastiche circolano sotto forma di aggregati omotipici o eterotipici emboli neoplastici e vengono intrappolate nei principali distretti capillari, dove si arrestano, permeano gli endoteli e si riversano nei tessuti extravascolari dando luogo alla formazione di focolai metastatici seguendo il meccanismo qui descritto:. Sebbene alcune cellule neoplastiche possano invadere i tessuti passivamente, cioè attraverso un meccanismo di crescita ed espansione cellulare, il ruolo principale dell'invasione locale è giocato dalla motilità cellulare: alcune cellule tumorali secernono esse stesse fattori di motilità autocrini, ma in generale il movimento è stimolato da fattori esogeni paracrini solubili chemiotattici e insolubili aptotattici.

Il numero delle cellule neoplastiche che si riversano nel torrente circolatorio per grammo di tumore è di gran lunga superiore linee guida metastatiche per il trattamento della prostata quello delle cellule in grado di formare focolai metastatici.

La scarsa differenziazione anaplasia del tumore primario e la presenza di fenomeni necrotici al suo interno sono le caratteristiche che sembrano favorire maggiormente il passaggio in circolo di emboli neoplastici. La disseminazione per via linfatica è caratteristica dei carcinomi, molti dei quali sintetizzano e secernono fattori, come il VEGF-C e il VEGF-D, che promuovono la formazione di nuovi capillari linfangiogenesio incrementano il diametro di quelli esistenti, interagendo con specifici recettori VEGF-R3.

Le cellule neoplastiche penetrano nei vasi linfatici, ove assumono un aspetto a cordoni solidi permeazione o ad aggregati cellulari embolizzazionecon meccanismi identici a quelli adoperati per l'ingresso nel circolo ematico. La diffusione sotto forma di emboli è la principale modalità di disseminazione dei tumori primari nei prostatite regionali e, via via, lungo le altre stazioni linfatiche.

Una volta che le cellule neoplastiche siano giunte nei linfonodi regionali possono verificarsi varie evenienze:. La tendenza al superamento più o meno precoce della capsula linfonodale dipende essenzialmente dall'istotipo, ma quando l'adenopatia supera la dimensione di circa 5 cm la rottura capsulare con estrinsecazione delle cellule tumorali è praticamente costante per tutte le neoplasie.

La composizione cellulare delle neoplasie maligne è eterogenea e soltanto alcune cellule linee guida metastatiche per il trattamento della prostata sono in grado di formare metastasi. La comparsa di focolai metastatici è quindi il risultato di un drastico processo di selezione che interviene nelle varie tappe del processo di disseminazione neoplastica:.

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Tumore osseo metastatico

Le cellule che sono in grado di superare tutti i passaggi elencati hanno il fenotipo metastatico e costituiscono una sottopopolazione del tumore primitivo emergente accanto ad altre sottopopolazione di cellule incapaci di generare metastasi fenotipo non metastatico.

La comparsa del fenotipo metastatico è un caso particolare del processo di diversificazione prodotto dall'instabilità genetica. Infatti, malgrado l'origine monoclonale, ampiamente accettata per la maggioranza dei tumori e le loro metastasi, la popolazione neoplastica diviene notevolmente eterogenea a causa di un'intrinseca instabilità genetica delle sue cellule.

Mentre fenotipicamente emergono le molteplici proprietà cellulari necessarie per produrre metastasi in molti tipi diversi di tumore, genotipicamente non sembra esservi un singolo gene specifico gene metastatico che regola tali proprietà in tutti i tumori. Si ritiene che ogni fase della cascata metastatica possa essere regolata da cambiamenti transitori o permanenti a livello del DNA o RNA in geni differenti, e differenti geni regolatori potrebbero essere coinvolti nei diversi tipi di tumori.

Tra i numerosi fattori che intervengono nel processo metastatico, spicca il ruolo dei geni NM23la cui ridotta espressione in cellule di varie neoplasie umane, si associa a un loro comportamento particolarmente aggressivo.

Il gene NMH1, localizzato nella banda q22 del cromosoma 17, è quello maggiormente implicato nella cancerogenesi, essendo da molti considerato un oncosoppressore con specifica funzione anti-metastatica. Altrettanto rilevante è il ruolo di un altro presunto oncosoppressore, il KAI-1, la cui espressione è promossa dalla p Questo gene codifica la sintesi della CD82, una proteina integrale di membrana appartenente alla superfamiglia delle tetraspanine.

Le tetraspanine, e presumibilmente anche la CD82, controllano l'adesività e la crescita cellulare. Un altro gene Prostatite anti-metastatico, il KiSS-1, è stato recentemente localizzato nella regione cromosomica 1q Le cellule tumorali, una volta penetrate nel circolo sanguigno, ricevono un attacco da parte del sistema immunitario dell'ospite: infatti solo un piccolissima parte delle cellule tumorali sopravvive ed è in grado poi di creare tumori secondari.

I possibili meccanismi di morte cellulare includono: stress meccanici in vasi sanguigni di piccolo calibro, cattiva nutrizione, tossicità dovuta agli elevati livelli di ossigeno nel sangue, azione di cellule effettrici linee guida metastatiche per il trattamento della prostata specifiche o aspecifiche come linfociti Tpolimorfonucleati, macrofagi o cellule natural killer NKle quali sembrano essere molto efficaci contro le cellule tumorali veicolate dal sangue mentre mostrano un effetto limitato contro cellule tumorali che hanno già formato piccoli focolai metastatici.

È comunque accertata la relazione inversa tra il grado di immunogenicità e la capacità metastatica. Una volta uscite dal torrente ematico, le cellule neoplastiche isolate evidenziano un fenomeno migratorio intraparenchimale che le porta ad addossarsi al sistema arterioso dell'ospite. Invece il linee guida metastatiche per il trattamento della prostata venoso e le vie linfatiche portano un flusso di sangue verso il cuore, organo che è molto raramente oggetto di tumori maligni.

La successiva evoluzione linee guida metastatiche per il trattamento della prostata interessa una minoranza delle cellule migrate, molte delle quali rimangono isolate. È verosimile che linee guida metastatiche per il trattamento della prostata quota di queste ultime sia destinata a morire e che altre restino quiescenti per periodi di tempo indeterminati. Le cellule neoplastiche che proliferano danno luogo a localizzazioni microscopiche che si dispongono a guisa di manicotto intorno ai vasi o di sottile superficie tra i vasi contigui vicini.

La maggior parte di tali formazioni, in assenza di fenomeni angiogenici, raggiunge presto una dimensione limite di qualche centinaio di micron e cessa di crescere volumetricamente. Un'analisi cinetica di queste micrometastasi avascolari mette in evidenza la presenza di un equilibrio dinamico in cui proliferazione e morte cellulare per apoptosi sono equivalenti. La proliferazione delle singole cellule insediate nell'organo bersaglio avviene in risposta a fattori di crescita paracrini che possono essere espressi in modo differente nei vari organi.

Vi sono anche elementi che suggeriscono l'ipotesi che alcune neoplasie, linee guida metastatiche per il trattamento della prostata quelle con maggior capacità metastatizzante, posseggano meccanismi autocrini di sostegno della impotenza. Una piccola percentuale delle micrometastasi ora descritte, in cui evidentemente vi sono cellule che esprimono il fenotipo angiogenico, mostra il fenomeno della neovascolarizzazione.

Nel momento in cui nuovi vasi vengono creati dalla proliferazione delle cellule endoteliali a partire dai vasi dell'ospite, si Prostatite cronica una drastica riduzione dell'apoptosi, mentre la proliferazione prosegue a livelli pressoché linee guida metastatiche per il trattamento della prostata, e la metastasi inizia a crescere per espansione della popolazione neoplastica e di quella endoteliale associata.

Solo queste ultime metastasi raggiungono un livello dimensionale clinicamente significativo. La selettività per specifiche sedi vascolari è legata ai meccanismi di adesione alle pareti vasali, al tipo di enzimi degradativi prodotti dalla cellula neoplastica e di enzimi inibitori presenti nel tessuto invaso, ai fattori chemiotattici e aptotattici che guidano l'insediamento della singola cellula nei siti ottimali per la proliferazione, ai fattori di crescita autocrini e paracrini e alla possibilità di iniziare e mantenere il processo angiogenico.

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Quindi per i tumori la cui rete vascolare drena nel circolo venoso sistemico, l'organo di primo passaggio dovrebbe essere il polmone; mentre per i tumori il cui drenaggio venoso avviene nel sistema portale cancri linee guida metastatiche per il trattamento della prostataquesto dovrebbe essere il fegato. In ogni caso le metastasi, generalmente, compaiono a livello dei linfonodi regionali o impotenza organi il cui letto capillare è il filtro dei Trattiamo la prostatite sistemi venosi: il polmone per il sistema Cura la prostatite cave, il fegato per quello portale.

Alcune neoplasie, a causa della loro sede anatomica, metastatizzano di preferenza in determinati distretti. Il carcinoma polmonare, ad esempio, forma frequentemente metastasi cerebrali poiché le sue cellule invadono le vene polmonari, raggiungendo il ventricolo sinistro e penetrano poi nelle arterie carotidi; i carcinomi della mammella, invece metastatizzano frequentemente in corrispondenza delle vertebre raggiunte attraverso il plesso o sistema venoso di Batson.

L'organotropismo selettivo di alcune cellule metastatiche potrebbe anche essere dovuto alla proprietà di queste cellule di sopravvivere e di moltiplicarsi esclusivamente o preferenzialmente in un dato distretto anatomico. Lo sviluppo di un focolaio metastatico richiede la formazione di uno stroma di supporto, che deve essere necessariamente costruito a spese della matrice extracellulare dell'organo sede della colonizzazione neoplastica.

La composizione di linee guida metastatiche per il trattamento della prostata matrice varia da tessuto a linee guida metastatiche per il trattamento della prostata il polmone è ricco di collageno di tipo IV, laminina ed elastina; il fegato di eparan solfato; l'encefalo di mielina e di glicoproteine mielina-associate. È quindi possibile che la selettività d'impianto delle metastasi di alcune neoplasie umane in determinati organi sia in parte condizionata dal tipo di enzimi idrolitici che la cellula metastatica è in grado di sintetizzare e rilasciare nel mezzo esterno, e dal tipo di molecole che la matrice interstiziale esprime: se capaci o meno linee guida metastatiche per il trattamento della prostata fungere da ligandi per le integrine neoplastiche promuovendo, nel primo caso, o impedendo, nel secondo, la sopravvivenza delle cellule metastatiche.

Le metastasi ossee meritano una trattazione a parte rispetto alle altre in quanto oltre ad essere molto comuni hanno loro peculiarità cliniche e terapeutiche. Questo tipo di metastasi sono causate da cellule tumorali che, partendo da organi distanti, colonizzano il tessuto osseo.

Esistono 2 tipi di metastasi ossee: osteolitiche ed osteoaddensanti. Nelle prime prevale l'azione demolitrice osteoclastica mentre nelle seconde prevale l'azione costruttrice degli osteoblasti. Il risultato di quest'ultima azione è un osso più denso ma rimaneggiato in maniera molto disordinata e quindi più fragile. Un esempio di metastasi di quest'ultimo tipo sono quelle di carcinoma prostatico. La sede più frequente di queste metastasi è la colonna vertebralespecie nel tratto toracico.

Nel carcinoma mammario linee guida metastatiche per il trattamento della prostata in quello prostatico spesso gli interessamenti sono multipli.

I principali strumenti diagnostici per scovare queste forme tumorali sono la scintigrafia osseaTrattiamo la prostatite evidenzia le zone di rimaneggiamento mediante l'uso di un tracciante radioattivo; prima ancora che l'osso venga visibilmente danneggiato; la TACche è molto utile per vedere se le metastasi invadono tessuti adiacenti a quello osseo e la risonanza magnetica che evidenzia bene l'interessamento del midollo spinale.

La FDG-PET nei carcinomi mammario e prostatico è inferiore alla scintigrafia; ma si è rivelata più efficace nel rilevare le lesioni da mieloma multiplo. Le metastasi ossee sono tra quelle che possono dare più problemi ai pazienti che ne sono portatori. I principali sintomi e segni della loro presenza includono il dolore osseo, le fratture patologiche molto importanti fra queste sono i crolli vertebrali ; l'interessamento per compressione del midollo e delle radici dei nervi spinali con conseguente forte dolore neurogenico accompagnato da disturbi sensitivo-motori ; L'impossibilità a muovere la zona colpita, disturbi dell' emopoiesi per infiltrazione del midollo osseo rosso ed ipercalcemia causata dall'accelerata demolizione del tessuto osseo con conseguente liberazione di grandi quantità di calcio in circolo.

Sia l'ipercalcemia che la pancitopenia causate da questi stati clinici si configurano nelle sindromi paraneoplastiche. La sopravvivenza dei pazienti con solo metastasi ossee generalmente è migliore rispetto a chi ha metastasi anche in altri organi; ma l'insorgenza delle complicanze scheletriche SRE: Skeletal-related events citate prima porta a un peggioramento di questo parametro e anche della qualità di vita.

Per questi motivi è bene attuare delle terapie atte a ridurre al minimo questo rischio. Gli obiettivi terapeutici su cui bisogna puntare sono: l'alleviare il dolore, prevenire le complicanze scheletriche, migliorare la qualità di vita, ridurre l'invalidità, e migliorare la funzionalità delle zone colpite. Le terapie disponibili spaziano da quelle locoregionali radioterapiavertebroplastica e chirurgica a quelle sistemiche tra cui la più importante si avvale di farmaci specifici: i bifosfonatiassociati alla classica chemioterapiaall' ormonoterapia e all'impiego di radioisotopi ; tra cui il più usato è il samario Questo trattamento inoltre è ripetibile in quanto ha una tossicità contenuta.

Tendenzialmente tende ad aggravarsi nel tempo e non sempre è influenzato dalla sede o da altre caratteristiche delle metastasi. Compaiono senza una causa traumatica scatenante. Oltre alla colonna colpiscono più di frequente le teste di femore ed omero. La terapia nei casi operabili abbina chirurgia e radioterapia iperfrazionata successiva 30 Gy in 10 sedute altrimenti solo radioterapia palliativa con dosi da 8 Gy al bisogno.

È caratterizzata da una clinica molto linee guida metastatiche per il trattamento della prostata all'esordio vaghi dolori, leggeri deficit sensitivo-motori e debolezza degli arti distali alla lesione. Colpisce più spesso le vertebre lombari ed è causata dall'accrescimento della neoplasia entro il canale midollare. L'esame strumentale che consente di evidenziarla meglio è la risonanza magnetica. La radioterapia consigliata dalle linee guida è quella a fasci esterni con una dose di 30 Gy in 10 frazioni per 2 settimane linee guida metastatiche per il trattamento della prostata è utilizzata linee guida metastatiche per il trattamento della prostata il controllo del dolore e nella compressione midollare; In quest'ultimo caso si associa anche desametazone per limitare lo stato infiammatorio che aggraverebbe il danno per pressione.

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